Alessandra Alma Masi nasce a Bologna nel 1970.
Fin da bambina è attratta dai volti della gente e ne traccia le fisionomie a matita. Coltiva la passione per il disegno lasciandovi però il solo spazio del diletto. Parallelamente ha una grande passione per il cinema ed è attratta dalla “pasta fotografica” della pellicola e dal rumore della macchina da presa. In breve entra in collaborazione con varie case di produzione cinematografiche e intraprende la carriera di organizzatrice di set, attività che la vedrà coinvolta a 360° per la maggior parte del suo tempo. In quest’ambito acquisisce sicurezza e versatilità e ha occasione di viaggiare il mondo. Vive a Milano per qualche tempo costruendo ottime relazioni professionali ma poi rientra a Bologna, considerandola un’ottima base da dove partire e dove tornare. Lavora in pubblicità, nel cinema, nei documentari e per la televisione. Durante le riprese di un videoclip a Londra, vede un murale che le stimola il desiderio di riprender mano alla sua prima passione. Per fortuite circostanze professionali si trova alle prese con un certo numero di tele e colori a olio, frutto di un esoso acquisto di scenografie. Coglie dunque l’occasione per confrontarsi con la pittura. Realizza su tela il murale londinese. Incoraggiata dai risultati e dal piacere di dipingere, si lancia nella realizzazione del suo primo ritratto. Durante l’esecuzione tocca corde lasciate sopite che la spingeranno a continuare a dipingere. Procede volutamente da autodidatta nella realizzazione di ritratti da fotografie che essa stessa scatta di nascosto ad amici o ritrae soggetti che stima o che non vuole dimenticare. Personaggi noti che hanno in sé un forte senso estetico. Coglie ogni occasione per dipingere e non lascia la produzione cinematografica. Chiede collaborazione al suo compagno fotografo per scattare le foto dei soggetti che vuole ritrarre. Le foto rubate le danno molto in termini d’immediatezza espressiva ma hanno di rado una luce ideale. Grazie a questa collaborazione il suo lavoro cresce e si riempie di nuovi stimoli. Per esplorare gradatamente il ritratto dal vero gira un film, fatto di volti di persone che posano in primo piano. Si abbandonano davanti all’obiettivo come se esso fosse l’artista intento a ritrarli. Immobili. La ripresa coglie pian piano i loro volti e va oltre, lentamente le barriere cadono e svelano cosa c’è dietro i loro occhi, dentro le loro espressioni più intime, dentro i piccoli particolari che rendono unico il volto di ogni individuo. Indaga così quella parte che ancora manca al suo lavoro, il rapporto diretto col soggetto ritratto. Il video unisce le due strade e apre a nuovi percorsi.